Attività fisica: perché, come e quando praticarla

Attività fisica: perché, come e quando praticarla

Attività fisica: perché, come e quando praticarla

Lo stile di vita sedentario rappresenta una delle maggiori minacce alla salute individuale ed è ad oggi un problema di sanità pubblica a livello globale da combattere al pari di tante altre patologie. Ad essere interessate da questo problema sono tutte le fasce d’età; un corretto stile di vita, infatti, andrebbe impostato proprio a partire dall’infanzia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mancanza di attività fisica e uno stile di vita sedentario sono responsabili di circa 3.2 milioni di morti ogni anno1. E’ ormai consolidato che l’esercizio fisico sia correlato a molteplici benefici per la salute individuale e rappresenta un efficace strumento per ridurre il rischio di mortalità e di numerose malattie croniche.

L’attività fisica costante, infatti, garantisce un corretto sviluppo e mantenimento dell’apparato muscolo-scheletrico (aumentando la massa ossea e riducendo quindi il rischio di osteoporosi), un miglior controllo della pressione arteriosa (con vantaggi a tutto il sistema cardio-vascolare), un corretto metabolismo di zuccheri, grassi e proteine (con conseguente prevenzione da malattie metaboliche croniche, come ad esempio il diabete), una riduzione del tessuto adiposo in eccesso, un valido stimolo allo sviluppo del sistema immunitario.

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Anche la sfera psichica beneficia dallo svolgimento di attività sportiva regolare con la riduzione di sintomi quali ansia, stress, depressione e solitudine.

Come già accennato è importante perseguire una corretta educazione ad uno stile di vita attivo e salutare fin dall’infanzia.
I rischi di una vita sedentaria colpiscono sempre più diffusamente anche i più piccoli, tra cui:

  • uno scorretto sviluppo muscolo-scheletrico e dell’apparato cardiovascolare
  • una riduzione della capacità di apprendimento e di autostima
  • un minor stimolo all’aggregazione sociale, lo sviluppo precoce di obesità e altre malattie metaboliche croniche


Sulla quantità di sport da praticare (con ovvie e inevitabili distinzioni a livello individuale) si è espressa l’OMS nel 2010 che ha pubblicato le Global recommendations on physical activity for health 2 distinguendo la in base ai gruppi di età:

  • bambini e ragazzi (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata–vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive. 

  • adulti (18-64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana

  • anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.


Naturalmente a seconda dell’età dell’individuo e delle sue condizioni fisiche sarà consigliabile un determinato tipo di sport piuttosto che un altro.In generale per i più piccoli sono da preferire sport quali basket, volley, rugby, nuoto, calcio, ginnastica e danza.
Questo perché, oltre a garantire un corretto sviluppo del bambino, come già accennato prima, gli sport di squadra sono anche fondamentali per l’integrazione nella società e per la crescita personale.

Negli adulti invece sono consigliabili sport quali corsa, tennis, bicicletta e nuoto.
Queste sono infatti attività che garantiscono il mantenimento di un corretto tono-trofismo muscolare e prevengono malattie cardiovascolari e metaboliche croniche.
In questa fascia d’età, tuttavia, la preparazione è di fondamentale importanza per evitare infortuni o patologie da sovraccarico. Un’attività fisica eccessivamente intensa senza l’adeguata preparazione, infatti, può esporre l’individuo a sovraccarichi funzionali con conseguenti tendinopatie e altre problematiche di interesse ortopedico. Anche gli sport di contatto andrebbero limitati e soprattutto modulati.

Per quanto riguarda invece l’ultima fascia d’età, ovvero quella degli anziani gli obiettivi da raggiungere sono un corretto equilibrio organico e un buon trofismo muscolare. Sport ideali per gli anziani sono lunghe passeggiate, esercizi a corpo libero, ginnastica in acqua, cyclette. In generale tutte attività che garantiscono all’anziano il mantenimento di una buona funzionalità dell’apparato cardiovascolare, di una buona mobilità articolare e un adeguato tono-trofismo muscolare.

Le linee guida sopra riportate devono, tuttavia, essere adattate alle esigenze del singolo individuo.

Nonostante le varie raccomandazioni riguardo la salute pubblica, le ricerche evidenziano una netta diminuzione dei livelli complessivi di attività fisica nei Paesi ad alto reddito nel corso degli ultimi 40 anni e una tendenza simile anche nei Paesi a medio e addirittura basso reddito

Secondo le stime dell’OMS, il 35% della popolazione europea non raggiunge i livelli minimi di attività fisica consigliati per mantenersi in buona salute4.

Per concludere, dunque, il consiglio è quello di adottare uno stile di vita attivo, ritagliandosi nel corso della giornata del tempo per svolgere attività fisica. La costanza è un altro elemento chiave per non cadere in uno stile di vita sedentario: lo sport deve essere considerato come fonte di salute al pari di altre terapie e non come perdita di tempo o fatica fine a se stessa. 

Bibliografia