Correlazione tra ipertensione e OSA

Correlazione tra ipertensione e OSA

L’ Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA) è la condizione più diffusa tra i disturbi del sonno e porta ad un aumento del rischio di morbilità e mortalità cardio e cerebrovascolare.
La comorbilità più comune associata all'OSA è rappresentata dall'ipertensione arteriosa.

Vari studi suggeriscono un legame tra OSA e ipertensione che implica complesse interazioni tra vari meccanismi fisiopatologici e fattori di rischio metabolici.

L'apnea ostruttiva del sonno è un disturbo che comporta episodi ripetuti di cessazione completa o parziale del flusso aereo (respirazione) durante il sonno, a causa del collasso delle vie aeree superiori con una conseguente diminuzione della saturazione di ossigeno.
Durante il breve periodo di ostruzione respiratoria, nell'OSA grave, si verifica un'ipossia intermittente con incremento nell'attività nervosa simpatica e quindi della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
L'OSA durante gli episodi apnoici causa quindi cambiamenti nelle normali funzioni fisiologiche notturne che a loro volta portano all'ipertensione.

L’OSA e l’ipertensione coesistono in milioni di persone ed entrambi sono stati associati a malattie cardiache, ictus e morte prematura. Secondo l'American Sleep Association, 25 milioni di adulti negli Stati Uniti hanno OSA con quasi il 9-21% di donne e il 24-31% di uomini. In tutto il mondo la prevalenza dell'ipertensione nell'OSA è stimata tra il 30 e il 70%, definendolo quindi uno dei maggiori problemi di salute pubblica.
Inoltre, non solo l’OSA è implicata nel causare nuova ipertensione, ma promuove l'ipertensione resistente ai farmaci il che può ulteriormente peggiorare i risultati clinici e terapeutici in questi pazienti.
È necessario quindi riconoscere l'OSA sottostante per ridurre l'onere sanitario complessivo in termini di rigorosa terapia anti-ipertensiva istituita per soggetti OSA. 

Misurare pressione

Negli individui sani, la riduzione del 10-15% della pressione arteriosa si verifica durante il sonno rispetto alla veglia. Questa diminuzione della pressione arteriosa durante il sonno in individui normali viene indicata come "dipping notturno" .
Questo fenomeno è una reazione fisiologica in risposta al calo dell’attività simpatica che si verifica durante il passaggio dalla veglia al sonno NREM.
Durante il sonno NREM, la frequenza cardiaca, la gittata cardiaca e la resistenza vascolare sistemica si riducono mentre durante il sonno REM aumentano.
Poiché il sonno REM costituisce solo il 20% del ciclo totale del sonno, durante il nostro riposo notturno si verifica una riduzione generale delle funzioni cardiovascolari.
Una diminuzione inferiore al 10% nel “dipping notturno” viene definita “non-dipping”, che viene considerato un predittore del rischio cardiovascolare.
L'ipertensione arteriosa notturna è un indicatore importante del rischio cardiovascolare complessivo e rende i pazienti più soggetti a sviluppare malattie come la malattia renale cronica, ipertensione, diabete, ipertensione resistente.
I soggetti con OSA rispetto ai soggetti normali presentano un'alta prevalenza di questi quadri “non dipping” identificati utilizzando la misurazione della pressione arteriosa ambulatoriale per 24 ore che rappresenta, quindi, in questa popolazione un test prognostico importante.

Come noto gli obiettivi del trattamento dell’OSA sono di risolvere i segni e i sintomi clinici, migliorare la qualità del sonno e normalizzare il valore di AHI.
L'OSA dovrebbe essere quindi affrontata come una malattia cronica che richiede una gestione multidisciplinare a lungo termine. Esistono opzioni mediche, comportamentali e chirurgiche per il trattamento dell'OSA.
Numerosi studi hanno trovato che un trattamento efficace di OSA con la pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) o i dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD) riducono la pressione arteriosa sistemica, indipendentemente dal fatto che i pazienti siano ipertesi o meno al basale.

In definitiva, l'OSA agisce come causa importante dell'ipertensione secondaria.
C'è una crescente letteratura che suggerisce che il trattamento dell'OSA nei pazienti ipertesi abbassa la pressione arteriosa e migliora la qualità della vita.
Tuttavia, sono necessari ulteriori studi in diverse popolazioni per dimostrare l'effetto del trattamento OSA sulla salute cardiovascolare e cerebrovascolare dei pazienti ipertesi.
Nei casi sospetti di OSA deve essere sempre effettuato un test di screening seguito dal trattamento dell'OSA e tutti i casi di ipertensione resistente devono essere sottoposti a screening per OSA combinando il trattamento antipertensivo con il trattamento dell'OSA, ovunque sia plausibile.

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