Fasi del sonno

Fasi del sonno

Ci sono 2 tipi fondamentali di sonno:

  • Il sonno non-REM che è suddiviso in 3 stadi che esprimono un progressivo approfondimento del sonno stesso:
    1. Stadio 1: rappresenta la fase di transizione tra veglia e sonno, è uno stadio di “semicoscienza”. Si possono avere delle sensazioni simili al sogno, definite “esperienze ipnagogiche” (cadere, sentire voci o vedere frammenti di immagini). Questo stadio dura solitamente poco e corrisponde a circa il 5% del tempo totale di sonno. 
    2. Stadio 2 (o sonno leggero): è la fase in cui compaiono figure caratteristiche come i fusi del sonno (“spindles”) e figure triangolari (i complessi K). Rappresenta la maggior parte del nostro sonno ed occupa infatti circa il 50% della quantità totale di sonno. 
    3. Stadio 3 (o sonno profondo): compare dopo circa 20-30 minuti dall’addormentamento. È caratterizzato da onde cerebrali molto lente ed ampie ed occupa circa il 20% del sonno totale.

            Il sonno non-REM occupa quindi circa il 75% del tempo di sonno.

  • Il sonno REM (Rapid Eye Movement) o sonno paradosso, caratterizzato da elevata attività cerebrale (simile a quella della veglia), movimenti oculari rapidi ed assenza di attività muscolare (atonia muscolare).
    Nel corso del sonno, il primo periodo REM dopo circa 90 minuti dall’addormentamento e si ripresenta poi 4-5 volte nell’arco della notte.

Ma quale è il significato del sonno non-REM e del sonno REM?

fasi del sonnoNel corso della notte il sonno non-REM e quello REM si alternano 4-5 volte formando i cicli del sonno che durano circa 90 minuti ciascuno.
Nei primi due cicli del sonno prevale il sonno profondo non-REM (stadio 3), mentre negli ultimi cicli predomina il sonno REM.
In senso generale, si può affermare che il sonno profondo non- REM è necessario soprattutto per il recupero delle energie fisiche, mentre il sonno REM è importante per il benessere mentale.
Ma vediamo ora più dettagliatamente alcuni aspetti.

E’ ampiamente noto che consumo di ossigeno, frequenza cardiaca e pressione arteriosa si abbassano durante il sonno profondo non-REM: ciò avviene perché questo tipo di sonno determina una marcata riduzione di cortisolo.

Le conseguenze di poco sonno profondo non-REM (dato osservabile nell’insonnia o nell’OSA) sono un maggior rischio di diabete e di ipertensione [1]. Ma in particolare, lo Sleep Heart Health Study condotto in 1850 partecipanti ha osservato che una ridotta percentuale di stadio 3 era associato ad un maggior rischio di ipertensione sia nelle donne che negli uomini, indipendentemente dalla presenza di apnee o di frammentazione del sonno [2].

Lo stadio 3 non-REM è anche strettamente legato al rilascio dell’ormone della crescita(GH): esso è importante non solo quando il soggetto è in fase di crescita, ma anche in ogni fase della vita, essendo implicato in tutti i processi di riparazione cellulare.

Il sonno profondo non-REM gioca un ruolo fondamentale anche per l’apprendimento e la memoria: in particolare, c’è uno stretto rapporto con il consolidamento della memoria dichiarativa, quella che consente di ricordare nomi di cose, nomi di persone e luoghi.

Ma oltre all’aspetto mnesico, lo stadio 3 non-REM è fondamentale per la eliminazione di prodotti di scarto metabolico, come la proteina beta-amiloide, che possono distruggere le sinapsi neuronali. Occorre ricordare che una riduzione ed una frammentazione del sonno profondo non-REM è associato ad un incremento della beta-amiloide nel liquor [3].

Il sonno REM è lo stadio in cui compare la maggior parte dei sogni, in particolare quelli più bizzarri e fantasiosi.
sonno REMIn età neonatale-infantile il tempo trascorso in sonno REM è molto elevato (50%): gli stimoli generati all’interno del cervello durante il REM potrebbero integrare il ruolo dei ridotti stimoli sensoriali presenti nello stato di veglia.
Ma se il sonno REM fosse coinvolto esclusivamente nella “costruzione” del cervello in fase di sviluppo, non si spiegherebbe come mai continui ad essere presente, anche se in percentuale minore, nell’adulto e nell’anziano. Infatti il sonno REM è importante per il consolidamento soprattutto della memoria implicita: è questa una memoria non accessibile in modo consapevole, a cui ricorriamo nel momento in cui dobbiamo eseguire una perfomance.

Inoltre il sonno REM è fondamentale per il consolidamento della memoria emozionale: è interessante notare come soprattutto i soggetti depressi consolidano memorie emozionali negative durante il sonno REM [4].
Il recente Framinghan Heart Study, che ha valutato prospetticamente soggetti di età superiore a 60 anni, ha evidenziato che una ridotta percentuale del sonno REM ed una lunga latenza REM erano associate ad un maggior rischio di demenza [5].

Quindi si può affermare che non solo è importante la quantità del sonno notturno, ma anche la quantità e la distribuzione dei vari stadi del sonno rivestono un ruolo fondamentale.

BIBLIOGRAFIA

  1. Léger D, Debellemaniere E, Rabat A, Bayon V, Benchenane K, Chennaoui M. Slow-wave sleep: From the cell to the clinic. Sleep Med Rev. 2018; 41:113-132.
  2. Javaheri S, Zhao YY, Punjabi NM, Quan SF, Gottlieb DJ, Redline S. Slow-Wave Sleep Is Associated With Incident Hypertension: The Sleep Heart Health Study. Sleep 2018; 41(1).
  3. Varga AW, Wohlleber ME, Giménez S, et al. Reduced Slow-Wave Sleep Is Associated with High Cerebrospinal Fluid Aβ42 Levels in Cognitively Normal Elderly. Sleep. 2016;39(11):2041-2048.
  4. Harrington MO, Johnson JM, Croom HE, et al. The influence of REM sleep and SWS on emotional memory consolidation in participants reporting depressive symptoms. Cortex. 2018; 99:281-295.
  5. Pase MP, Himali JJ, Grima NA et al. Sleep architecture and the risk of incident dementia in the community. Neurology. 2017; 89(12):1244-1250