Disturbi del sonno: come differiscono tra uomo e donna

Disturbi del sonno: come differiscono tra uomo e donna

Molte ricerche hanno evidenziato caratteristiche del sonno notturno diverse tra donna e uomo.
Le donne tendono ad avere una maggiore durata del sonno, una maggiore efficienza di sonno (efficienza del sonno è il rapporto tra tempo trascorso a letto e tempo effettivamente dormito) ed una maggiore percentuale di sonno profondo non-REM.

Ma ancora più interessanti sono i dati relativi alle differenze in specifici disturbi del sonno.

Gli ultimi studi si sono concentrati soprattutto su insonnia, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA), sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome, RLS), e disturbo comportamentale in sonno REM (REM sleep behavior disorder, RBD).

Disturbi del Sonno | Aiteca

Nell'insonnia, il disturbo del sonno può essere caratterizzato da una persistente difficoltà di addormentamento, o di mantenimento del sonno o risveglio precoce mattutino.
Per fare diagnosi di insonnia, il paziente deve avere ripercussioni importanti sul funzionamento diurno, con riduzione significativa della qualità della vita.
L’insonnia è una condizione molto presente nella popolazione generale, con una prevalenza stimata tra il 10% e il 30%.
Le donne hanno una probabilità 1.25 volte maggiore rispetto agli uomini di soffrire di insonnia. Questo può essere in rapporto anche a due patologie più frequenti nel sesso femminile e spesso causa di insonnia: i disturbi d’ansia (con difficoltà di addormentamento) e la depressione (con risveglio precoce).
Inoltre, un recente studio norvegese condotto in 1000 soggetti adulti ha evidenziato che l’uso di apparecchi elettronici e la lettura a letto, condizioni che possono impedire un facile addormentamento, sono più frequenti nelle donne.
Per quanto riguarda il mantenimento del sonno, è soprattutto in età menopausale che si osserva un aumento dei risvegli intrasonno, legati alle vampate di calore o alla sudorazione notturna (40-80% delle donne), con un miglioramento significativo in corso di terapia ormonale.

L’OSA è un disturbo respiratorio nel sonno, caratterizzato da ripetuti episodi di occlusione delle vie aeree superiori che provocano una desaturazione dell’ossigeno nel sangue e una frammentazione del sonno.
L’OSA prevale nettamente nel sesso maschile, mentre nelle donne si presenta soprattutto dopo la menopausa.
Infatti, nelle donne prima dei 60-65 anni la prevalenza dell’OSA che è pari al 5%, dopo i 65 sale al 25%.
La riduzione degli ormoni femminili gioca un ruolo essenziale: il grasso tende a localizzarsi non solo a livello dell’addome, ma anche delle prime vie aeree, riducendone il diametro. Inoltre, si perde l’effetto stimolante sui muscoli respiratori da parte del progesterone.
È interessante notare che la gravità dell’OSA comunque è generalmente inferiore nelle donne, rispetto agli uomini. Questo potrebbe spiegare perché, per quanto riguarda le complicanze dell’OSA, l’aumentato rischio di ipertensione è più evidente nel sesso maschile.
Differenze ci sono anche sul piano clinico: nell'uomo è più frequente la sonnolenza diurna, mentre nella donna sia l’insonnia, sia la cefalea al risveglio (che tende a scomparire spontaneamente dopo circa mezz'ora).

La RLS è un disturbo caratterizzato dalla necessità di muovere le gambe, ove si avvertono sensazioni spiacevoli a tipo parestesie o crampi.
Questo disturbo è presente solo in posizione seduta o sdraiata, e peggiora durante la sera e/o la notte (impedendo un normale addormentamento). La RLS ha una prevalenza nella popolazione generale intorno al 2-3%, con un rapporto uomo-donna di circa 1:1.5.
Questo aspetto può essere legato a diversi fattori, quali la gravidanza (il 25% delle donne nel terzo trimestre di gravidanza presenta una RLS) e a livelli inferiori di ferritina.

RBD è una parasonnia del sonno REM, caratterizzata dalla mancanza della fisiologica atonia muscolare, caratteristica del REM.
Normalmente, durante il sonno REM, ovvero quando sogniamo (e quindi soprattutto nelle ultime due-tre ore di sonno), abbiamo una sorta di paralisi muscolare.
I pazienti affetti da RBD, invece, si agitano nel letto, compiono movimenti inconsueti e in genere violenti: è come se vivessero un sogno, in cui cercano di difendersi da qualcuno.
RBD è sicuramente prevalente nei maschi, ma se i primi studi condotti nei centri di medicina del sonno evidenziavano un rapporto uomo:donna di 8:1, quelli più recenti condotti nella popolazione generale indicano un rapporto di 2:1.
Un dato certo è che negli uomini si osserva durante il sogno un comportamento più violento ed aggressivo, che peraltro rispecchia un contenuto onirico diverso: le donne con RBD infatti più spesso sognano persone amiche e scene di vita quotidiana.
È interessante notare che negli ultimi anni gli studi su RBD si sono molto intensificati, poiché questo disturbo del sonno può essere la spia di patologie neurodegenerative, come il Parkinson e la demenza a corpi di Lewy, che possono manifestarsi a distanza di 5-10 anni. Il rischio di conversione in malattia neurodegenerativa sembra essere identico nei due sessi.

BIBLIOGRAFIA

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