Terapia posizionale per il trattamento dell'OSA

Terapia posizionale per il trattamento dell'OSA

La sindrome delle apnee morfeiche ostruttive posizionale, POSA, è una condizione sostanzialmente da sempre conosciuta: infatti, tanti partner di letto si accorgono che il paziente con OSA spesso russa più intensamente o presenta più apnee quando si trova in posizione supina.
Tuttavia, la prima descrizione di POSA da parte di Cartwright risale al 1984 [1]: l’autore suggerì il criterio di un indice orario di apnee/ipopnee (AHI) in posizione supina almeno doppio rispetto a quello registrato in posizione non supina. Successivamente in letteratura altri criteri sono stati riportati per la definizione di POSA [2].
Un recente studio che ha messo a confronto i vari criteri diagnostici, soprattutto in rapporto alla risposta terapeutica al trattamento posizionale specifico, ha evidenziato che “overall/non supine AHI” (AHI totale deve essere almeno 1,5 volte maggiore dell’AHI in posizione non supina) è quello in grado di identificare con maggiore accuratezza i soggetti con significativa riduzione della gravità dell’OSA quando la posizione supina viene evitata [3].
Al di là dei criteri diagnostici, nella popolazione OSA i pazienti affetti da una forma posizionale rappresentano anche oltre il 50% [2].In particolare, POSA si osserva soprattutto nella categoria di OSA di grado lieve-moderata.

In cosa consiste la terapia posizionale nei pazienti affetti da POSA?
E’ un trattamento che costringe il soggetto a dormire sul fianco.
Dai vari metodi più tradizionali utilizzati per anni (cucire una tasca nella parte posteriore del pigiama, ove inserire una o più palline da tennis, indossare uno zainetto rigido, utilizzare un cuscino particolare che consente di stare solo sul fianco), si è passati più recentemente ad altri sistemi risultati più efficaci e che si basano su una stimolazione vibrotattile a livello del collo o del torace.
Quando il paziente assume la posizione supina, parte una vibrazione che permane fino al cambiamento di posizione corporea.

Ma qual è l’efficacia della terapia posizionale rispetto ad altre terapie standard come la CPAP o i dispositivi orali?
Una recentissima review sistematica [4] che ha valutato 8 diversi studi, ha evidenziato che la terapia posizionale risulta meno efficace della CPAP, ma presenta il vantaggio di una maggiore aderenza terapeutica.
Un altro recente studio randomizzato ha confrontato l’efficacia di una terapia posizionale in confronto ad un dispositivo orale in 99 pazienti affetti da POSA di grado lieve-moderato [5]: entrambe le terapie hanno determinato una significativa riduzione dell’AHI dopo 3 mesi di trattamento, ed una sovrapponibile aderenza. La frequenza di eventi avversi è risultata, invece, più elevata nel gruppo dei dispositivi orali (26.8%, soprattutto dolore/ipersensibilità alle arcate dentarie o bocca secca) rispetto al gruppo trattato con POSA (13.4%, soprattutto sonno disturbato).
Per quanto riguarda il dato dell’aderenza a lungo termine, un altro studio ha evidenziato in 58 pazienti con POSA che nell’84.5% la terapia posizionale era ancora in atto dopo 12 mesi [6].

Come suggerito da alcuni recenti trial, sicuramente una interessante ulteriore applicazione della terapia posizionale è quella nei pazienti con POSA residua, sia in corso di terapia con dispositivi orali, sia dopo trattamento chirurgico [2].
Oltre ad ottenere altri dati sulle terapie combinate, future ricerche dovranno confrontare direttamente i diversi dispositivi di terapia posizionale, nonché stabilire il possibile impatto sulla loro efficacia da parte delle caratteristiche etniche dei pazienti con POSA. Infatti, ad oggi, la maggior parte degli studi sono stati condotti nella popolazione caucasica.

BIBLIOGRAFIA 

  1. Cartwright RD. Effect of sleep position on sleep apnea severity. Sleep 1984, 7, 110-114.
  2. Yingjuan M et al. Positional therapy for positional obstructive sleep apnea. Sleep Med Clin 2019, 14, 119-133.
  3. Levendowski DJ et al. A systematic comparison of factors that could impact treatment recommendations for patients with Positional Obstructive Sleep Apnea, POSA. Sleep Med 2018, 30, 141-151.
  4. Srijithesh PR et al. Positional therapy for obstructive sleep apnoea. Cochrane Database Syst Rev. 2019 [in corso di stampa]
  5. Benoist L et al. A randomized controlled trial of positional therapy versus oral appliance therapy for position-dependent sleep apnea. Sleep Med 2017, 34, 109-117.
  6. Beyers J et al. Treatment of sleep-disordered breathing with positional therapy. Long-term results. Sleep Breath 2019 [in corso di stampa].

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