ERGONOMIA E SMART WORKING: come prendersi cura della propria postura anche a casa

ERGONOMIA E SMART WORKING: come prendersi cura della propria postura anche a casa

ERGONOMIA E SMART WORKING: come prendersi cura della propria postura anche a casa

Lo smart working rappresenta la soluzione per poter svolgere la propria attività lavorativa da casa.
Per quanto ci possano essere numerosi benefici in termini di organizzzione e operatività, anche lavorare al proprio domicilio può essere dannoso, soprattutto per i nostri muscoli e le nostre articolazioni.

SMARTWORKING E PROBLEMI DI POSTURA

Secondo alcuni recenti studi chi esegue lavori di ufficio passa più della metà dell’orario lavorativo assumendo posture scorrette, favorendo così lo sviluppo di disturbi osteomuscolari(1), sia acuti che cronici.

Se la postura assunta davanti al computer non è ottimale, se la sedia è scomoda e non risulta adeguatamente conformata, le prime articolazioni a risentirne sono quelle del rachide, soprattutto:

  • a livello lombare(2), provocando lombalgia che può irradiarsi anche agli arti inferiori (in tal caso, si parla di lombocruralgia o lombosciatalgia)

  • a livello cervicale, coinvolgendo la muscolatura paravertebrale del collo estendendosi fino alle spalle e provocando rigidità articolare e cervicalgia(3).
    La situazione può peggiorare fino al manifestarsi di nausea, vertigini, cefalea e, quanfo le radici nervose del plesso brachiale vengono compresse, anche di sintomi neurologici alle braccia quali parestesie (formicolii), deficit di sensibilità e motori.

Anche le articolazioni del polso e del gomito possono essere danneggiate dall’attività di smart working.

Fra le diverse patologie, la sindrome del tunnel carpale è una delle più frequenti: essa è dovuta ad una compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, struttura delimitata dalle ossa del carpo e dal legamento trasverso del carpo.
Ed è proprio l’attività manuale ripetitiva - come la scrittura al computer e l’utilizzo del mouse mantendendo il polso iperesteso ed appoggiato - che può scatenare i sintomi tale quali dolore e formicolii, fino ad una riduzione della forza nelle dita.

E così anche il dito a scatto, l’artrosi del pollice (conosciuta come rizartrosi) e l’epicondilite, ovvero l’infiammazione al gomito dell’inserzione dei tendini estensori del polso, sono solo alcune delle tante altre patologie che possono scaturire da workstation non ergonomiche.

COME ORGANIZZARE UNA WORKSTATION ERGONOMICA

Per tali motivi, è di fondamentale importanza che la propria postazione di lavoro venga organizzata in modo corretto dal punto di vista ergonomico.

La scelta della sedia rappresenta uno dei focus più importanti:

  • Deve adattarsi alle fisiologiche curvature della colonna vertebrale, rispettando la cifosi dorsale e soprattutto la lordosi lombare
  • L'altezza deve poter essere regolata in modo tale che la pianta del piede sia completamente a contatto col suolo
  • La base deve avere sempre 5 punti d’appoggio, in modo tale che possa essere controbilanciata correttamente dal peso della persona
  • L’angolo del ginocchio e dell’anca deve essere retto, o tutt’al più lievemente ottuso e deve esserci sufficiente spazio per appoggiare comodamente ginocchia e cosce

La scrivania deve essere posta all’altezza dei proprio gomiti, in modo tale che l’avambraccio, posto sul piano di lavoro, formi un angolo retto con il braccio.

Di fondamentale rilevanza è anche la posizione di schermo e tastiera.

Lo schermo dev’essere:

  • centrale e distante dai 60 agli 80 cm, in base alle sue dimensioni
  • il bordo superiore deve trovarsi a circa 10 cm dall’altezza degli occhi per evtare tensioni nel collo
  • l’inclinazione deve essere tra i 20 e i 30°

La tastiera è bene che sia separata dallo schermo e posta davanti a quest'ultimo, meglio se su un supporto inclinato.

Infine, non bisogna dimenticare che dal punto di vista fisiologico l’essere umano non è stato progettato per mantenere la stessa posizione, seppur corretta, per molto tempo.
E’ utile, pertanto, programmare delle pause durante le quali alzarsi, fare qualche passo e magari anche eseguire semplici esercizi di stretching, come movimenti di rotazione ed inclinazione del busto e del capo, possono ridurre eventuali tensioni muscolari.

 

 

 

Bibliografia

  1. Chambers AJ, Robertson MM, Baker NA. The effect of sit-stand desks on office worker behavioral and health outcomes: A scoping review. Appl Ergon. luglio 2019;78:37–53.
  2. Wilke HJ, Neef P, Caimi M, Hoogland T, Claes LE. New in vivo measurements of pressures in the intervertebral disc in daily life. Spine. 15 aprile 1999;24(8):755–62.
  3. Mohammad WS, Hamza HH, ElSais WM. Assessment of neck pain and cervical mobility among female computer workers at Hail University. Int J Occup Saf Ergon JOSE. 2015;21(1):105–10